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Parigi, 2005. Anaïs Chouday, giovane reporter, viene convocata nella casa museo di Vidkun Venner, ricco collezionista di cimeli del Terzo Reich. L'uomo ha ricevuto una valigetta dal contenuto agghiacciante: quattro mani mummificate. Ha scelto la donna per un'inedita inchiesta storica e le fa una proposta che non può rifiutare: centocinquantamila euro in cambio del suo aiuto per capire chi gli ha recapitato l'orrendo messaggio, e perché. L'indagine di Anaïs inizia con la scoperta di una macabra coincidenza: esattamente dieci anni prima, in Germania, erano stati ritrovati i corpi di quattro anziani avvelenati da cianuro, con il braccio mutilato all'altezza del polso. Un dettaglio ancora più spaventoso li accomunava: erano tutti nati nei Lebensborn, i centri di fecondazione umana istituiti dal Reich. Come tanti altri ragazzini - tutti simili per gli occhi azzurri, i capelli biondissimi e i lineamenti ben disegnati - vi avevano trascorso un'infanzia blindata, essendo destinati a diventare i capostipiti della razza perfetta che avrebbe dovuto dominare il mondo. A sessant'anni di distanza, Anaïs dovrà affrontare una ragnatela di complotti, orrori e misteri che affondano le radici in un capitolo di storia solo in apparenza concluso. E che si riapre con inquietante attualità: il folle sogno di Hitler è davvero svanito con la sua caduta? Che fine hanno fatto i bambini concepiti dal Male? La risposta in un thriller che svela la più grande menzogna del nazismo: far credere di averlo sconfitto.
